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POL - Genchi, dalle perquisizioni dei Ros primi riscontri
Palermo, 13 mar (Velino) - Perquisizioni a Palermo nella casa e negli uffici del perito telematico Gioacchino Genchi. Ad effettuarle sono i carabinieri del Raggruppamento operativo speciale su richiesta della procura della Repubblica di Roma che da due mesi ha iscritto l'ex consulente della procura della Repubblica di Catanzaro nel registro degli indagati. Gli ordini di perquisizione riguardano due uffici della società di Genchi, la sua abitazione privata e anche il nuovo ufficio presso la caserma Pietro Lungaro della polizia di Stato, dove il perito telematico che è anche vicequestore aggiunto è ritornato al lavoro dopo anni di aspettativa sindacale. Un gruppo di ufficiali del Ros, quasi tutti ingegneri informatici, sta scandagliando i computer alla ricerca, secondo quanto hanno chiesto i magistrati di Roma, di dati informatici relativi all'inchiesta giudiziaria Why Not, di cui era titolare l'ex piemme di Catanzaro Luigi De Magistris. Ai Ros è stato anche chiesto di verificare se negli archivi della società Centro servizi informatici di cui è azionista il vicequestore, sono ancora custoditi dati e informazioni che potrebbero riferirsi anche a consulenze precedenti - e quindi non di quelle in corso perché vincolate dal segreto d'indagine - rese da Genchi per altre procure in modo da verificarne la legittimità. Nessun dato filtra dal Ros né dalla procura della Repubblica di Roma, ma stando alle pochissime indiscrezioni, le perquisizioni starebbero fornendo elementi interessanti per l'inchiesta romana.
Secondo altre indiscrezioni il Ros starebbe anche cercando maggiori notizie su una serie di accessi fatte da Genchi (con una password fornita da alcuni magistrati della procura di Marsala, prima che si insediasse il nuovo capo della procura Alberto Di Pisa) negli archivi dell'anagrafe tributaria. Dall'anagrafe avrebbe cercato notizie su due persone non coinvolte da alcuna inchiesta giudiziaria. La procura romana avrebbe accelerato le indagini dopo aver ricevuto dal presidente del Copasir, Francesco Rutelli, copia della relazione sui tabulati dei telefoni "intercettati" da Genchi anche se in dotazione ai servizi segreti, al Qurinale, al Parlamento, ad alcune ambasciate straniere in Italia, alle forze di polizia e ad altre istituzioni dello Stato. Il perito telematico, alla notizia delle perquisizioni ha esclamato: "Finalmente hanno gettato la maschera".
La procura della Repubblica di Roma precisa: “La perquisizione presso la casa-ufficio a Palermo del vicequestore Gioacchino Genchi, disposta oggi dalla procura di Roma, riguarda esclusivamente l’inchiesta ‘Why not’ e gli accessi indebiti presso l’anagrafe tributaria”. E aggiunge: “Non saranno acquisiti o minimamente toccati dati e informazioni relativi alle consulenze e alle perizie che Genchi ha ottenuto rispettivamente dalle altre procure d’Italia o da altri giudici. Il tutto nel rispetto della segretezza delle indagini preliminari, tanto che agli operanti che hanno effettuato la perquisizione è stato precluso ogni accesso”. “La perquisizione è finalizzata alla verifica circa l’eventuale acquisizione di dati relativi ai tabulati di parlamentari raccolti in violazione della legge Boato” e di “dati su utenze di appartenenti ad esponenti dei servizi di sicurezza in violazione delle procedure previste dalla legge vigente per la formale opposizione del segreto di Stato e per la sua conferma o meno da parte della presidenza del Consiglio”.